Patologie tipiche del bassotto tedesco

 
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Discopatie

La mielopatia trasversale del bassotto è una malattia dei dischi intervertebrali e del midollo spinale che si manifesta con espressioni di dolore durante i movimenti normali per poi raggiungere lo stadio di paralisi degli arti posteriori. Il decorso, specialmente negli stadi di paralisi, è particolarmente drammatico. La colonna vertebrale del bassotto è formata da una serie di vertebre perforate dal canale vertebrale centrale; in questo è situato, protetto, il midollo spinale. Uno scarico senza sofferenza di tutte le funzioni della spina dorsale non sarebbe possibile se non le venissero in aiuto i cosiddetti dischi intervertebrali. Essi agiscono da ammortizzatori fra vertebra e vertebra dando alla colonna una certa elasticità e ridistribuendo le pressioni ricevute. Il bassotto, caratterizzato com'è dalle gambe corte e da una schiena lunga, è una razza condrodistrofica (la condrodistrofia è un disturbo ereditario dello sviluppo che si manifesta con un disguido della crescita delle ossa delle estremità). I dischi intervertebrali sottoposti a stimoli eccessivi ( salti dal divano, scalini ecc.) possono degenerare e protundere o erniarsi nel canale midollare. I dischi che più frequentemente protundono o erniano completamente sono quelli delle vertebre toraciche e lombari. Nella grande maggioranza dei casi di discopatia compare una mielopatia (infiammazione del midollo spinale) da compressione prodotta dagli insulti traumatici dell'organo nervoso (distorsione meccanica, dislocazione, emorragia, edema, stasi venosa, ischemia ecc.). La gravità della lesione è direttamente proporzionale alla velocità con cui si manifesta. Sono quindi meno gravi quelle lesioni che si sviluppano lentamente. L'intervento chirurgico deve essere effettuato tempestivamente, meglio, nelle prime ventiquattro ore dalla comparsa della paresi-paralisi. Se si ritarda, le possibilità di guarigione diminuiscono molto.

Atrofia progressiva della retina

L'atrofia progressiva della retina è una malattia degli occhi che portà gradualmente alla cecità i soggetti affetti. Distinguiamo due forme diverse: quella localizzata centralmente (CPRA) e quella generalizzata (PRA). Ambedue hanno in comune l'ereditarietà. Il bassotto può essere affetto dalla forma generalizzata. La retina rappresenta la terminazione periferica del nervo ottico ed è deputata alla percezione dello stimolo luminoso. Lo strato delle cellule sensoriali e visive è costituito essenzialmente da due forme: i bastoncelli, che registrano le differenze d'intensità della luce, e i coni, che percepiscono i colori. Nei mammiferi i coni e i bastoncelli sono mescolati nella retina con prevalenza dei secondi. Nella PRA generalizzata subentra una perdita dei bastoncelli nella sezione penferica della retina. La parte centrale della retina da principio sopravvive, poi piano piano degenera dando parecchi sintomi. II bassotto affetto da PRA mostra i sintomi dell'emeralopia (esagerata diminuzione della facoltà visiva al calare del crepuscolo oppure, in genere, in tutte le circostanze in cui si fa meno intensa l'illuminazione circostante) e se viene condotto a passeggiare all'esterno si scontra facilmente con gli ostacoli che incontra.
Infine, un acuto osservatore può constatare che il cane percepisce solo i movimenti laterali. Con la forma generalizzata del PRA da principio viene risparmiata la parte centrale della retina. I raggi di luce che penetrano nell'occhio lateralmente vengono messi a fuoco nella periferia della retina dove le cellule dell'organo sensoriale sono notevolmente diminuite e insufficienti per formare un'immagine e portarla al sistema nervoso centrale. I raggi di luce che vengono messi a fuoco nella parte centrale della retina vengono invece percepiti. Come conseguenza del PRA spesso sopravviene una cataratta. La malattia allo stato attuale delle conoscenze è assolutamente incurabile. Nel bassotto la perdita della retina comincia all'età di diciotto mesi circa. Un primo esame oftalmoscopico va fatto a questa età e poi ripetuto al terzo e al quinto anno, sempre considerando che la cecità prima del quinto anno è congenita, mentre dopo il settimo è acquisita e non dipende dal PRA.

Epilessia

L'epilessia nel bassotto tedesco è una malattia dovuta a un anomalo funzionamento del cervello. Si manifesta con crisi convulsive di intensità variabile. Questa patologia non è esclusiva del bassotto. Dal momento che è stata acccertata una componente ereditaria è consigliabile valutare le linee genetiche dei riproduttori.
Una diagnosi certa di epilessia primaria può essere fatta dal veterinario solo dopo aver escluso altre cause metaboliche o cerebrali e che vanno sotto il nome di epilessia secondaria. Infatti le cause delle convulsioni nel cane sono numerose. Alcune possono assumere l'aspetto di una crisi epilettica pur essendo secondarie a un'altra affezione. Solo in questo caso le crisi cesseranno nel momento in cui verrà curata la vera causa.
Tra le cause più frequenti ci sono:
* tutti i disturbi cerebrali quali i traumi cranici, le encefaliti (come quelle dovute al cimurro), i tumori cerebrali e alcune malformazioni
congenite come per es. l'idrocefalia.
* i problemi metabolici tra i quali ricordiamo i tumori del pancreas e l'ipoglicemia. Anomalie del fegato quali l'encefalosi epatica e la cirrosi, le intossicazioni da insetticidi, erbicidi o antigelo, senza dimenticare l'ipocalcemia della cagna in lattazione.
Ma quando la malattia è primaria (epilessia essenziale) è caratterizzata da crisi convulsive recidivanti ed è purtroppo una malattia incurabile anche se specialmente nei casi più lievi si può cercare di tenerla sotto controllo. Lo scopo del trattamento - a vita - è di diminuire la frequenza e l'intensità delle crisi e controllarle con la somministrazione di farmaci psicotropi e anticonvulsivanti. L'evoluzione è variabile in funzione dell'individuo. La prima crisi compare tra l'età di uno e tre anni. Successivamente si presenta con una certa periodicità non sempre prevedibile. La comparsa delle crisi è spesso influenzata da fattori scatenanti che si deve cercare di limitare: le stimolazioni sonore violente, come i tuoni e i fuochi d'artificio, qualsiasi forte stress emotivo, manipolazioni dolorose e interventi chirurgici


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